Giornale
Guida14 aprile 2026 4 min di lettura

Dal CSV al passaporto: preparare i dati della collezione

I campi minimi del Digital Product Passport tessile, gli errori più comuni nei file reali, e come l'AI li struttura per te.

Non serve un sistema perfetto per iniziare. Serve il file che hai già: l'export della collezione, anche disordinato. Ecco come passa da foglio confuso a passaporto conforme — e cosa fa (e non fa) l'AI nel mezzo.

I campi minimi del passaporto tessile

Un passaporto v1 non ha bisogno di tutto: ha bisogno di poche cose, corrette e tracciabili.

La composizione e l'origine sono il cuore: sono i campi che il consumatore guarda e che la normativa pretende strutturati, non in testo libero.

Gli errori più comuni nei CSV reali

I file veri non sono mai puliti. I pattern però si ripetono, quindi si possono intercettare:

  • Composizioni come testo libero ("100% cotone bio") invece di coppie fibra/percentuale.
  • Percentuali che non fanno 100 — un classico da segnalare prima della generazione.
  • Paesi scritti in mille modi ("Italia", "IT", "Made in Italy") da normalizzare a un codice ISO.
  • Una colonna sola con dentro tutto: si può mappare, ma va prima riconosciuta.
  • Certificati nominati ma non allegati: il nome non basta, serve il documento caricato.

Cosa fa l'AI (e cosa decidi tu)

L'AI legge il tuo CSV — o il PDF di una scheda tecnica, o la foto di un'etichetta — ed estrae i campi normalizzandoli: la fibra diventa un codice, il paese un ISO, la composizione una struttura con percentuali. Per ogni campo ti mostra da dove viene (la cella, la riga del PDF, la zona della foto) e quanto è sicura — la confidenza.

Quello che l'AI non fa è decidere al posto tuo. È un assistente di estrazione, non una fonte di verità:

  • nessun valore entra nel passaporto senza la tua approvazione;
  • se un dato manca, resta segnato come mancante — non viene inventato;
  • i campi a bassa confidenza sono evidenziati perché tu li verifichi per primi.

È il principio anti-allucinazione: un passaporto è un artefatto con valenza legale, quindi ogni valore deve avere una fonte rivedibile.

Il flusso in tre passi

  1. Carichi il CSV (o PDF, o foto delle etichette).
  2. Rivedi: l'AI propone, tu correggi gli incerti e confermi i giusti. La schermata mostra fonte e confidenza per ogni campo.
  3. Generi: ID univoco, JSON-LD, pagina passaporto brandizzata e QR GS1 Digital Link print-ready.

Da un pomeriggio di lavoro esce una collezione intera con i suoi passaporti. Senza integrazioni, senza consulenti.

Da dove partire oggi

Non aspettare il file perfetto: parti da quello che hai. Strutturare i dati adesso è anche il modo più economico per arrivare pronti all'obbligo ESPR del 2028 — una serie alla volta, senza rework finale.

Domande frequenti

Genera i passaporti della tua collezione

Dal foglio prodotti a QR conformi, hostati e pronti da stampare.

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